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La Convenzione sulle zone umide - RAMSAR

Le foci del fiume Stella sono inserite nell'elenco delle zone umide di particolare interesse a livello mondiale tutelate dalla convenzione di Ramsar.
La Convenzione, firmata a Ramsar in Iran nel 1971, è entrata in vigore nel 1975. Al 1° gennaio 1998 era stata sottoscritta da 106 Paesi, ed altri ancora si apprestano ad aderirvi.

Ramsar è il solo trattato sull'ambiente di rilevanza mondiale, dedicato alla difesa di un particolare ecosistema. La Convezione ha come missione quella di favorire la conservazione e l'utilizzo razionale delle zone umide, grazie a misure nazionali ed alla collaborazione internazionale, in modo da realizzare uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo.

I Concetti di Base

  • "Le zone umide sono distese d'acqua lagunari, torbiere, o di acque naturali o artificiali, permanenti o temporanee, dove l'acqua è corrente o stagnante, dolce, salmastra o salata, comprese le distese d'acqua di mare la cui profondità nel momento di bassa marea non supera i sei metri".
  • Le zone umide svolgono funzioni ecologiche vitali: assicurano la regolazione dei regimi idrologici ed ospitano una grande diversità biologica.
  • Le zone umide hanno un valore economico, culturale, scientifico e ricreativo immenso, che dobbiamo impegnarci a conservare.
  • La progressiva eliminazione delle zone umide costituisce un grave danno all'ambiente, alle volte irrimediabile, che dev'essere impedito.
  • Le zone umide devono essere rimesse in ordine tutte le volte che questo è possibile.
  • L'utilizzo razionale permette di garantire la conservazione delle zone umide. Il loro utilizzo razionale è definito come "utilizzo durevole in favore dell'umanità in modo che sia compatibile con il mantenimento delle caratteristiche naturali dell'ecosistema". Per utilizzo durevole si intende "l'utilizzo da parte dell'uomo di una zona umida in modo che le attuali generazioni abbiano il massimo vantaggio, conservando la capacità di soddisfare i bisogni e le aspirazioni anche delle generazioni future". in questo contesto "utilizzo razionale" può anche voler dire protezione rigorosa.

Impegni che derivano dal trattato

Le parti che hanno sottoscritto il trattato si impegnano a:

  • indicare almeno un sito che soddisfi i criteri Ramsar di iscrizione sulla Lista delle zone umide d'importanza internazionale, e garantire il mantenimento delle caratteristiche ecologiche di ciascun sito Ramsar. Come obiettivo generale, ogni Paese, si dovrà impegnare ad includere nella Lista il maggior numero di zone umide che soddisfano i criteri stabiliti. Al 1° gennaio 1998 risultavano iscritte 896 zone umide (oltre 67 milioni di ettari). Non è indispensabile che un sito Ramsar possieda uno statuto di area protetta, a condizione che vengano mantenute le peculiari caratteristiche ecologiche nel rispetto di una gestione basata su un utilizzo razionale;
  • richiamare nei piani nazionali la conservazione delle zone umide, in modo da promuovere l'utilizzo razionale di tutte le zone umide del proprio territorio;
  • organizzare riserve naturali nelle zone umide e promuovere la formazione in materia di ricerca, gestione e sorveglianza delle zone umide;
  • consultarsi circa l'applicazione della Convenzione, specialmente per quanto riguarda i siti transfrontalieri, i sistemi acquatici, e le specie in comune, come anche i progetti di sviluppo che riguardano le zone umide.

La Convenzione all'opera

  • La Conferenza dei Paesi contraenti si riunisce ogni tre anni (la prossima sessione si terrà in Costa Rica dal 10 al 18 maggio 1999) ed approva risoluzioni, raccomandazioni e linee guida tecniche per far progredire la Convenzione.
  • Al Comitato permanente, che si riunisce ogni anno, prendono parte i rappresentanti di 7 regioni Ramsar.
  • Il Gruppo di valutazione scientifica e tecnica fornisce gli orientamenti su questioni di particolare importanza legate all'applicazione della Convenzione.
  • La Segreteria si trova a Gland (Svizzera) e coordina le attività quotidiane legate alla gestione della Convenzione.
  • Le missioni (a Ginevra) e le ambasciate (a Berna) sono i canali diplomatici utilizzati dalla Segreteria; inoltre ogni Paese designa una autorità amministrativa incaricata dell'osservanza della Convenzione.
  • La Convenzione collabora in modo stretto con le altre Convenzioni ed istituzioni che si occupano dell'ambiente. Per questo è stato sottoscritto un protocollo di cooperazione con la Convenzione per la diversità biologica, sulle specie migratrici, per la lotta alla desertificazione, e del partenariato mondiale per l'acqua.